lunedì 18 settembre 2017

Volontari alla 19. edizione di SiC

Torno, dopo i tre lunghi mesi di pausa estiva, a scrivere sul blog per parlare di un avvenimento a me caro, che ha conquistato il mio cuore dalla prima volta che vi ho partecipato come spettatrice. C’è tempo sino al 6 ottobre per presentare la propria candidatura come volontari della manifestazione Scrittori in Città, che si terrà a Cuneo da mercoledì 15 a lunedì 20 novembre. La parola che riassume il tema di quest’anno “briciole”, mi ricorda le briciole di pane che Pollicino aveva gettato dietro di sé per ritrovare la strada di casa e, per analogia, anche i sassolini di Hansel e Gretel che, dopo essere stati abbandonati nella foresta buia, dopo lungo vagabondare, attanagliati dalla fame, si ritrovano di fronte alla casa di marzapane della strega. Trovo che anche quest’anno una parola racchiuda tanti significati e sfaccettature che ognuno di noi sentirà riecheggiare dentro di sé. 
Il sito del Comune di Cuneo dedica una bella pagina alla manifestazione e vi invito a visitarla per rimanere aggiornati sul programma e gli appuntamenti legati all'evento.
Lo scopo di questo post non è quello di parlare della manifestazione in sé ma della possibilità di essere partecipi attivamente candidandosi come volontari. E’ possibile inviare la propria candidatura compilando il modulo on-line, a cui va allegato un PDF o jpg del proprio documento di identità. Sto redigendo queste poche righe con cognizione di causa perché per me lo scorso anno era stata un’esperienza davvero molto bella che cercherò di ripetere, anche se ho constatato che i turni di lavoro non sono altrettanto favorevoli. Sono previsti, prima dell’inizio della manifestazione, due incontri di formazione nel tardo pomeriggio, che permettono di prendere visione in anteprima del programma, che viene illustrato nei dettagli, e di capire quelli che saranno i compiti che si è chiamati a svolgere. Tutte le informazioni relative alle varie figure e alle loro mansioni, sono ben illustrate nella pagina che vi ho linkato sopra, quello che posso aggiungere è che l’atmosfera durante la manifestazione è rilassata ed amichevole: i responsabili sono disponibili e reperibili praticamente sempre. La consapevolezza, durante Sic, di essere parte di un meccanismo più grande che funziona anche grazie alla nostra presenza è costante. Mentre avevo vissuto il turno in libreria con molta calma, avevo atteso la domenica presso il servizio informazioni con un pizzico d’ansia. Pur avendo visionato attentamente il programma, temevo quello che poi non si è verificato: essere lasciata in balia di me stessa. Prima di tutto non mi sono trovata sola ma affiancata da una volontaria simpaticissima e con molta esperienza: accanto a noi i responsabili della Sic, sempre sorridenti e disponibili, pronti a supportarci in ogni momento. Le quattro ore sono trascorse in mezzo ad autori che passavano e salutavano, discussioni sui nostri libri preferiti e tanti sorrisi e ringraziamenti.
Quindi, se non avete mai provato, se abitate a Cuneo o nei dintorni, datevi una possibilità…non ve ne pentirete.

I libri sono ponti ostinati: uniscono, creano legami.
(Giuseppe Avigliano)

martedì 16 maggio 2017

EXPA : due giorni dedicati al cicloturismo con e-bike a Pradleves

Seguo sempre con interesse le iniziative dedicate alla bicicletta e al cicloturismo perché la Granda, seppur priva di una rete ciclabile degna di questo nome, regala paesaggi meravigliosi e, se si riescono ad evitare le pericolosissime provinciali, si attraversa la campagna con tranquillità e rilassatezza. Da quando è apparso l’articolo dedicato alla Cuneo Bikexperience, ho cominciato a seguire la loro pagina FB e a consultare spesso il sito di CuneoAlps. Per turni di lavoro non sempre compatibili con i miei interessi, non sono riuscita ad essere presente all’incontro organizzato all’interno del Bike Festival di Cuneo, in cui si presentava la progressione di “ReVAL”, progetto transfrontaliero grazie al quale si potrà sviluppare il cicloturismo sul territorio della provincia di Cuneo. 
Cuneo Bike Experience nasce su iniziativa degli operatori turistici, per valorizzare e promuovere il cicloturismo. L’intento è quello di coinvolgere strutture turistiche, imprese ed uffici ATL per creare una rete di servizi per il cicloturista. Al momento è stato dedicato un bello spazio dedicato al ciclo escursionismo all’interno dell’ATL di Cuneo appena inaugurata: si chiama “bike room” ed espone materiali ed attrezzature, anche d’epoca, ha uno spazio relax, noleggia e-bike e dà la possibilità di ricaricare le batterie delle biciclette elettriche. Dalla prossima settimana anche Cuneo Alps sarà presente all’interno del nuovo spazio al Foro Boario e sono curiosa di vederlo. Nel fine settimana, purtroppo in concomitanza con Il Salone del Libro e QuinTessenza, anche la provincia di Cuneo avrà il suo piccolo BIKE UP. Il titolo dell’iniziativa è EXPA: Esperienza per Persone Appassionate. Nel momento in cui sto redigendo questo articolo, è stata data poca visibilità all’evento che si svolgerà solo se saranno presenti almeno 4 partecipanti. L’appuntamento è alle 9.00 di sabato 20 maggio in Piazza Roma a Pradleves: ci sarà la possibilità di scoprire il mondo delle biciclette a pedalata assistita e di partecipare al tour della durata di un’ora (costo 8 €) accompagnati da Roberto Ribero, accompagnatore naturalistico, turistico e Guida Accademia Nazionale di MTB. La gentilissima addetta alle prenotazioni mi ha informata che sono stati organizzati 3 gruppi, con partenze scaglionate di un'ora: quindi alle 9.00, alle 10.00 e alle 11.00. Alle 11.00 ai ciclisti sarà offerta una pausa caffè: verrà presentato EXPA ed inaugurato il bikeroom all’interno dell’Albergo della pace, in seguito sarà possibile noleggiare una e-bike fornita da Candela Gomme per un tour in autonomia. Per ulteriori informazioni sui costi e sull’iniziativa vi rimando alla pagina del portale di Cuneo Alps. 
Domenica 21 maggio è dedicata alla famiglie: l’appuntamento - FAMILY BIKE: come andare in bici tutti insieme? - è alle 9.00 presso la Trattoria Aquila Nera a Monterosso Grana per accoglienza e colazione. 
Le prenotazioni sono obbligatorie e devono essere fatte entro giovedì 18 maggio.





martedì 9 maggio 2017

QuintEssenza

Anche questo post non sarà dedicato a Cuneo ma ad una piccola città, molto vicina a Torino, in cui tra poco meno di quindici giorni si svolgerà Quintessenza. Sin dal primo momento in cui avevo letto di questa manifestazione su +eventi, che è diventato per me un imperdibile appuntamento mensile, ne ero rimasta affascinata e mi aveva ricordato la manifestazione che, tutti gli anni, Santa Margherita Ligure dedica alle piante aromatiche all’interno della splendida cornice del Parco di Villa Durazzo. Se, in periodo pasquale, vi troverete in terra ligure, vi consiglio vivamente di visitare l’Erba Persa. Ma torniamo in Piemonte, a Savigliano e parliamo di questa giornata in cui si celebra la quint’essènza, o quinta essènza, non intesa in senso filosofico od alchemico, anche se quella di tramutare in oli essenziali fiori e piante è una piccola magia . Direttamente dal dizionario Treccani leggiamo che quintessenza è la “denominazione usata in passato per indicare gli olî volatili, e in partic. gli olî essenziali ottenuti dai fiori per doppio processo di estrazione con solventi diversi (chiamati anche essenze assolute)", anche se in realtà il portale di Quintessenza ci regala un’altra etimologia. Cito, direttamente dal portale:
Tutto cominciò nell'antico monastero benedettino di San Pietro. Qui, nella città di Savigliano, in un chiostro di recente tornato agli antichi splendori, sapienti monaci coltivarono per secoli erbe aromatiche e curative. Alcune piante si reperivano solo in alta quota, così i religiosi andavano a raccoglierle sui monti, per poi distillarle, essiccarle e trasformarle in essenze portentose. Cinque erano i passaggi per giungere al prodotto puro, quasi celestiale. Per questo, da tale pratica ereditiamo un termine per indicare qualcosa di superlativo: QuintEssenza. 
Credo che questa manifestazione bene si leghi ad altre iniziative promosse a Savigliano, di cui avevo già parlato qui e sono curiosa di passeggiare nelle vie, circondata da odori e sapori, attraversare Piazza delle Erbe invasa da erbe aromatiche ed officinali, da spezie, essenze e prodotti naturali che erano i protagonisti dell’antica piazza del mercato di Savigliano. Leggendo il ricco programma, ci si figura una città invasa da bancarelle di artigiani, piante ornamentali e da giardino, fiori ed iniziative legate alle eccellenze del cuneese e al benessere. Molto particolare, all’interno dell’Antico Palazzo di Città in Via Miretti, l’appuntamento Assaggi di Shiatsu che dalle 10 alle 18 proporrà trattamenti gratuiti di shiatsu. Il sito di QuintEssenza, seppure nella sua semplicità, elenca tutti gli incontri e gli eventi, e non dimentica di presentare le iniziative che si svolgeranno all’interno del MÚSES, a partire da sabato 20 maggio. 
"Io sono una maga delle spezie.
So usare anche il resto. Minerali, metallo, terra, e sabbia, e pietra. Le gemme splendenti di luce fredda e limpida. I liquidi che ti accendono gli occhi di bagliori variopinti finchè non riesci più a vedere altro. Ho imparato tutto sull’isola. Ma la mia passione sono le spezie. Ne conosco origini, significato dei colori, profumi. Posso chiamarle una per una con il nome assegnato loro quando la terra si spaccò come una scorza per offrirle al cielo. Il calore che emanano mi scorre nelle vene. Dall’amchur, la polvere di mango, allo zafferano, tutte si piegano ai miei comandi. Un sussurro, e mi svelano proprietà segrete e poteri magici. Si, possiedono tutte un pizzico di magia, anche le spezie che quotidianamente gli americani spargono sulle pietanze senza pensarci troppo. Non ci credete? Ah. Avete dimenticato gli antichi segreti ben noti alle nonne delle vostre nonne".
Da: La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni
“Osservate quello che vi circonda. Ascoltate il giardino, toccate l’erba..lasciate che il giardino faccia parte di voi, ed entrate in lui….ci sono cose che diventano visibili solo se hanno la massima attenzione;”
Da: Il giardino dei fiori segreti di Cristina Caboni


martedì 2 maggio 2017

Camminate enogastronomiche nella Granda

Il 1° maggio Buscammina ha inaugurato un mese che sarà ricco di passeggiate nel cuneese che si coniugano con il cibo. La formula credo sia vincente ed anche in Liguria ha sempre riscosso molto successo: generalmente si parte dal centro storico della città e si attraversano luoghi caratteristici; nei punti tappa si offre del cibo ai camminatori (o ciclisti), il che giustifica il prezzo del biglietto per partecipare all’evento.
Domenica 7 abbiamo la possibilità di scegliere se spostarci nella Val Maira o nella pianura saviglianese. A Dronero si terrà la settima edizione di Mangiando e pedalando, un percorso in bicicletta attraverso le frazioni con tre partenze, scaglionate di un’ora dalle 10 in poi. L’appuntamento è per le 9.30 a Borgo Sottano per la colazione. Il tragitto toccherà Tetti, Monastero, Pratavecchia, Ricogno per poi tornare in Piazza Santa Brigida. Le iscrizioni devono essere effettuate entro martedì 2 maggio presso presso Cicli Rovera Dronero, telefono 0171918326. Il costo per gli adulti è di i € 18,00, per i bambini sotto i 14 anni di € 10,00. 
Se non siete dei ciclisti o preferite camminare, a Marene vi aspetta la terza edizione di Stragustando, articolata in ben sette tappe. “Una camminata, attraverso il Parco di Palazzo Galvagno dove è situata la prima tappa e le cascine Dho, Bosco, Nuova, Pessina, l’Apicoltura Mana e il Centro Sportivo Don Avataneo, per degustare, in ogni tappa, i prodotti locali e per valorizzare un’attenta selezione di carni di alta qualità della razza bianca piemontese”. Stragustando è riuscito a concepire un percorso che non esclude i celiaci: in ogni tappa ci sarà un piatto adeguato alle esigenze di chi soffre di celiachia. Rimando al bellissimo sito per ulteriori informazioni e per visionare la mappa del percorso. Qui le partenze avverranno dalle 10 alle 13.30 da Piazza Carignano, a Marene. Non è necessaria pre-iscrizione ma sul sito trovate i punti di prevendita dei biglietti. Il costo per gli adulti è di 20 €, per i bambini sino a 13 anni di 5 €. 
La domenica successiva, il 14 maggio, possiamo spostarci nelle Langhe per la Camminata dell’Arte, ennesima camminata con tappe gastronomiche tra i murales della frazione Vergne. Le iscrizioni possono essere fatte entro mercoledì 10 telefonando allo 3392416305. Il costo va dai 10 € per i bambini al 20 € per gli adulti e comprende un percorso in sei tappe dove si potranno gustare molte prelibatezze. 
Domenica 21 maggio Bene Vagienna organizza un percorso di 10 km con 5 punti di ristoro. Nel momento in cui sto redigendo l’articolo, sul sito del Comune di Bene non è possibile reperire maggiori informazioni. Gli unici riferimenti sono tratti dall’imperdibile +eventi, nel quale figura un numero telefonico di riferimento (0172654152). 
Chiudiamo in bellezza un mese di maggio dedicato alle camminate mangerecce con ben tre appuntamenti: a Pianfei, a Santa Vittoria d’Alba e ad Elva. Mangiandando, a Pianfei, è ormai giunta alla decima edizione e anche quest’anno propone una camminata nei boschi con partenze scaglionate dalle 8.00 del mattino. Il percorso è lungo 13 km e lungo la tratta sono previste pause mangerecce. Il costo è allineato con quello delle iniziative simili (20€/gratuità per i minori di 10 anni). Obbligatoria l’iscrizione entro giovedì 25 maggio presso Il Calamaro allegro, via Villanova: Il Bottegone, Piazza V. Emanuele, L’Ostu ‘D Pianfei, Piazza Caduti 3. Cellulare da contattare: 3668719215.Se ci spostiamo nel Roero, a Santa Vittoria d’Alba, si svolgerà Saliscendi, giunto ormai alla 27° edizione. Più alto della media il costo del percorso (26 € per gli adulti, 13 € per i ragazzi), prevede la partenza alle ore 11,00 da piazza Bertero in Santa Vittoria d'Alba. Termina la carrellata delle passeggiate enogastronomiche di maggio, la Passeggiata mangereccia ad Elva, che prevede una camminata lungo i sentieri intorno al piccolo paese, con soste per spuntini lungo il percorso. Partenza alle ore 9.30 presso la locanda San Pancrazio in borgata Serre. Informazioni allo: 3409846508.

martedì 25 aprile 2017

Cuneo bike festival


Manca poco più di una settimana all’evento che mi affascina da quando sui muri di Cuneo vidi affissi i manifesti che pubblicizzavano il Bike to Work. La FIAB ligure di cui faccio parte ha sempre tentato di organizzare in settembre, durante la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, iniziative per promuovere l’uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani; Cuneo ha ideato un intero festival dedicato alla bicicletta, ricco di iniziative e di eventi. Quest’anno siamo giunti alla seconda edizione di un appuntamento che era nato nel 2012 per promuovere il Bike to work, progetto europeo che tenta di coinvolgere non solo i lavoratori ma anche le aziende per incentivare gli spostamenti tra il lavoro e casa con mezzi alternativi all’automobile. Ricordo benissimo il simpatico manifesto affisso in Via Dronero con la ciclista bionda con il casco da aviatore e ricordo di aver pensato: “mi pare logico che anche a Cuneo si faccia il bike to work”, anche se meno logico mi era sembrato che FIAB Cuneo Bicingiro apparisse non come promotore ma come collaboratore. A onor del vero fu l’associazione Più Eventi ad organizzare la prima edizione provinciale della giornata del Bike to Work nel 2012. L’appuntamento si è poi consolidato negli anni sino a diventare un vero e proprio festival lo scorso anno.
Il sito dell’evento è bellissimo: pulito ed essenziale, illustra in modo chiaro ed esauriente l’intero programma. La bicicletta e la mobilità dolce e sostenibile sono i grandi protagonisti del festival che promuove l’uso del velocipede con incontri ed iniziative rivolte a tutti. Ho trovato molto interessante la scelta di aprire il festival con il Race to Work, che intende promuovere l’uso della bicicletta per raggiungere il posto di lavoro in maniera ironica e scherzosa. Si dovrà, infatti, essere vestiti da lavoro e raggiungere Cuneo partendo da Borgo San Dalmazzo su una bicicletta con ruote non superiori ai 20 pollici. L’appuntamento è all’alba (6.30) e le iscrizioni possono essere fatte direttamente sul sito: se non lavorassi dall'altra parte della Granda avrei già in mente come vestirmi e come addobbare la bicicletta. Durante le giornate del festival molti sono gli appuntamenti: il primo giorno ai ciclisti verrà offerta la colazione in Via Roma, gli amministratori e la stampa avranno la possibilità di conoscere più da vicino l’offerta delle ciclabili di Cuneo, mentre tutti potranno assistere alla presentazione del progetto Eurovelo8, che confesso mi interessa molto perché verranno illustrati in questo frangente anche l’itinerario Provenzale e i circuiti ReVAL. FIAB Cuneo Bicingiro ci guiderà alla scoperta sia della Cuneo notturna (non dimenticando la sicurezza) sia della Valle Grana, con una pedalata sino a Pardleves che si svolgerà sabato pomeriggio. Bimbimbici, la campagna nazionale promossa da FIAB, viene anticipata di una settimana e si svolgerà a Cuneo domenica 7 maggio. Non manca, all’interno della manifestazione, l’incontro culturale: venerdì 5 maggio Paolo Viberti “proporrà una panoramica sulla storia del ciclismo e su come la bici abbia influito e influisca sulla società e sul benessere individuale”. Dimenticavo di accennare alla premiazione del concorso fotografico
Posso fare la ligure “mugugnona” e trovare qualcosa da migliorare in questo bellissimo festival? Gli appuntamenti, escluso quello di domenica mattina che non ho citato, perché si tratta di una vera e propria gara ciclistica che, a mio parere, è slegata dal contesto, sono uniti da un filo rosso: l’uso della bicicletta per la mobilità alternativa. E’ quindi importante analizzare l’aspetto giocoso come il race to work, gli appuntamenti con i bambini, essenziale comprendere che la bicicletta può diventare anche una valida alternativa all’automobile nel turismo se esistono piste e percorsi ciclabili sicuri, ma la bicicletta è, come l’automobile, un mezzo di trasporto e deve essere trattata come tale. Accanto all’inaugurazione del lavabici, che sarà sicuramente utile dopo un’escursione lungo il Parco fluviale, potevano essere previsti incontri sulla manutenzione del mezzo, anche previa iscrizione e a pagamento, e sull’importanza di guidare una bicicletta che “calzi” a pennello perché i rischi di una cattiva posizione si ripercuotono sull’apparato scheletrico.


domenica 2 aprile 2017

In&Out a Cuneo

Credo di essere passata davanti a questo nuovo locale, aperto a Cuneo nel mese di gennaio, almeno 10 volte senza notarlo assolutamente. Quindi i miei ringraziamenti vanno all’articolo di Targato Cuneo che me l’hanno fatto conoscere e cercare. Siamo a inizio di Via Dronero, davanti alla piccola Libreria dell’Acciuga e poco prima del blasonatissimo Bove’s, di cui prima o poi scriverò una recensione. In&Out non è un locale grande : ci sono due piccoli tavolini e, lungo la vetrata, tanti sgabelli ci invitano alla sosta. Il proprietario mi accoglie con gentilezza ed un pizzico di timidezza, credo dovuta alla giovane età. Il menù è stuzzicante e vario e coniuga, con successo, le eccellenze del territorio cuneese con un alimento legato all’immaginario della mia generazione: il bagel. Metà dei protagonisti delle serie TV e dei film americani che ho guardato negli anni mangiavano bagels: mangiava bagels una giovanissima Winona Ryder alle prese con una madre ingombrante come Cher in Sirene, Carrie e le sue amiche, oltre a bere continuamente Cosmopolitan, mangiano frequentementte bagels, molto spesso da asporto, mentre passeggiano su scarpe tacco 12 in mezzo ad una New York sfavillante. Quindi come non sentirsi affascinati nel ritrovare, in centro Cuneo, un locale che riesce a farci sentire protagonisti di una pellicola hollywoodiana? 
Il menù presenta moltissime combinazioni con ingredienti di provenienza da eccellenze del territorio e non trascura sperimentazioni come il pane al carbone vegetale. Tra le proposte, trovo interessante il tris a 11 € che permette di provare tre tipi diversi di bagels. Anche la carta delle birre offre una buona scelta. Il bagel che scelgo arriva servito su elegantissimo piatto di ardesia con tanto di “sbaffo” da alta cucina: nulla è lasciato al caso e tutto è ancora più evidente non appena si dà un morso al panino: ingredienti freschi, ottima combinazione dei sapori e ricercatezza nel trovare abbinamenti particolari. Purtroppo, essendo l’unica cliente presente, non me la sono sentita di fotografare il menù, cosa che generalmente faccio, per poter poi elencare i piatti che, a mio parere sono più interessanti. Sicuramente In&Out a Cuneo strizza l’occhio, anche nella scelta della mise en place, al torinese Sedici 10 bagel dove esiste il menù a 10 € con bagel a scelta e bibita analcolica. Qui a Cuneo, al momento, non è ancora possibile gustare un ottimo panino gourmet ad un prezzo popolare: un bagel costa minimo 10 €, se a quello aggiungete una birra (5€) e una fetta di dolce di tradizione americana (Red velvet o cheese cake) un pasto vi costa 20 € tondi, almeno questo è quanto ho pagato l’11 marzo.
Gli ingredienti sono sicuramente di ottima qualità, il panino gourmet viene presentato con molta ricercatezza ma ritengo il prezzo al di sopra della media, soprattutto se confrontato con proposte simili ed altrettanto ricercate non troppo lontane da Cuneo. Se poi come termine di paragone non vogliamo spingerci sino al Sedici 10 di Torino, ma rimaniamo su una tipologia di cibo simile, spostandoci di pochi metri più avanti lungo Via Dronero, riusciamo a consumare uno street food di qualità eccellente ad un costo inferiore. Consiglio vivamente ai proprietari, se non vogliono far perdere a Cuneo un bel locale come In&Out due possibili strategie: o abbassare il costo del bagel o di introdurre una formula menù simile a quella torinese, che unisce al bagel, una bevanda analcolica e il caffè ad un prezzo non superiore ai 10 €.

Doveroso aggiornamento all'articolo.
Scritto venerdì 28 aprile 2017 alle ore 21.25
Pur rimanendo dell'idea, assolutamente personale e non necessariamente condivisibile da tutti, che il costo di un bagel, nonostante l'ottimo servizio, la cortesia del proprietario e la qualità degli ingredienti, sia al di sopra della media per uno street food, anche se servito al tavolo, trovo doveroso pubblicare le precisazioni che Alessio mi ha inviato. E' così raro ormai, trovare persone in grado di rapportarsi con il prossimo in maniera così pacata e cortese come ha fatto con me il proprietario di In&out, che diventa per me imperativo fornire ai lettori gli elementi che non avevo preso in considerazione paragonando In&out a Sedici 10 di Torino.
Buonasera, Sono Alessio, il proprietario di In&Out di Via Dronero. Le scrivo in quanto ho letto il suo articolo e la cosa mi onora molto e la ringrazio per le belle parole che mi ha dedicato ma vorrei puntualizzare un paio di cose: Ha fatto diversi paragoni tra noi ed il 1610 di Torino, locale in cui sono stato diverse volte ma dal quale non ho copiato nulla anzi ciò che offro io è totalmente diverso, a partire dal servizio al tavolo, servizio che noi diamo e loro no. Io utilizzo, come lei ha scritto nel suo blog, piatti di ardesia e posate in inox, mentre i loro piatti sono di plastica simil-ardesia e posate anch'esse di plastica. Inoltre i clienti hanno la possibilità di usufruire del wc. Passiamo poi ai prezzi che in linea di massima sono gli stessi, anzi loro ne hanno alcuni più cari ma se guardiamo una media del valore degli scontrini i miei sì, sono più alti in quanto io ho birre di un altro livello ed in più il cliente può anche consumare dolce e caffè. Inoltre un mio panino potrà per alcuni essere costoso ma sicuramente non caro per gli ingredienti e la ricerca con i quali viene creato. Ciò che le ho scritto non vuole essere una critica, un offesa o insinuare che il mio locale sia meglio del loro in quanto ho molta stima e ammirazione per i proprietari del 1610. Ho solo voluto farle notare delle piccolezze che fanno la differenza fra noi e loro. Con questo la ringrazio nuovamente di cuore e, se le fa piacere, la invito a tornare di nuovo a trovarci, almeno per dare un'occhiata alle novità in carta.

domenica 26 marzo 2017

Cuneo: Museo Casa Galimberti

Sono passata davanti a casa Galimberti innumerevoli volte, da quando frequento Cuneo e la Granda, come pendolare prima, come cittadina poi. Avevo letto di Duccio Galimberti, incuriosita dalla sagome che si affacciano su una delle piazze più maestose e scenografiche che io abbia mai visto. Sinceramente quei fogli inseriti in cartelline trasparenti applicati precariamente sotto la targa del Museo e l’orario di visita stampato su un foglietto bianco applicato con lo scotch trasparente non mi ispiravano troppa fiducia. Devo quindi ringraziare, ancora una volta, il Cegat e la giornata della guida turistica per avermi spronata a scoprire anche questo piccolo tesoro. Il Museo Casa Galimberti è regolarmente aperto al pubblico il sabato, la domenica e giorni festivi ed offre due ingressi, con visita guidata: il primo alle ore 15.30 il secondo alle ore 17.00. Per salvaguardare il materiale contenuto all’interno, i gruppi in visita non possono superare le 10 persone quindi, vi consiglio di prenotare se siete interessati. L’edificio che oggi ospita il Museo fu la casa della famiglia da quando il nonno di Duccio, Bartolomeo, si trasferì da Centallo a Cuneo e vi aprì una tipografia. Attraverso una scala non troppo ampia si accede all’ingresso principale del Museo: quello all’ufficio privato dell’avvocato Tancredi. Precipitiamo di colpo all’inizio del Novecento, mentre pareti ricolme di libri occhieggiano da ogni lato; pochissimo lo spazio libero: ci sono targhe commemorative, fotografie di famiglia, stemmi, ricordi di tre generazioni. Più avanti troviamo lo studio, che sembra essere stato appena abbandonato e mentre proseguiamo nella visita, cominciamo ad intuire il carattere e le passioni, soprattutto politiche, di questa famiglia. Busti di Garibaldi e Mazzini, quadri che ritraggono Cuneo, ma anche paesaggi marini e poi, attraverso un vetro, intravediamo la biblioteca che può essere consultata negli orari presenti sul sito e il cui patrimonio è visibile sull’Opac della Regione Piemonte, Librinlinea.
Tutto quello che si è letto o sentito su Duccio acquista improvvisamente un senso quando si varca la soglia della loro casa: con figure genitoriali di riferimento come Tancredi ed Alice non avrebbe potuto vivere e pensare in altro modo. La casa non ospita solo quadri, ninnoli e fotografie ma testimonia un’epoca storica in cui la patria, l’Italia, la nostra Italia, era un bene prezioso da difendere e proteggere a qualsiasi costo. Alle pareti e sui piedistalli non ci sono fronzoli e busti di eroi di un Paese che non è più, ma ideali validi ancora oggi. Personalmente ritengo il luogo estremamente affascinante. Probabilmente ci tornerò, in orario di visita canonico con qualche amico ligure, ansioso di immergersi nell’atmosfera risorgimentale. Questa città è come una matrioska, ogni bambola ne nasconde mille altre e perde valore se non la si apre e scopre in interezza. Sia durante la visita di sabato 4 marzo, sia durante la visita a casa Galimberti, tra i partecipanti ho sentito tanto (giustificato) orgoglio di appartenere a Cuneo. Ed è grazie all’ultimo discendente di casa Galimberti che oggi è possibile visitare, gratuitamente, il Museo. Fu Carlo Enrico nel suo testamento a lasciare alla città di Cuneo la sua proprietà, vincolando il lascito con una finalità non lontana dai benefici di cui i due fratelli godettero durante la loro vita: l’istruzione. La lungimiranza dell’ultimo Galimberti ha permesso a Cuneo di non disperdere l’immenso patrimonio, non solo artistico, ma soprattutto documentario della famiglia. Il Comune ha ottemperato al vincolo curando il riordino dei libri, inventariando i quadri e le opere artistiche ma soprattutto aprendo il museo all’istruzione della popolazione, così come voleva Carlo Enrico.