venerdì 17 novembre 2017

Buscaje: ristorante e pizzeria a Busca

In una piccola via di Busca, in via Massimo D'Azeglio al numero 13, ha aperto nell’estate di quest’anno un ristorante/pizzeria dall'arredamento molto curato e particolare. Il locale è composto da due sale abbastanza capienti con tavoli ampi e confortevoli. La sala di accesso ospita anche il bar. Il menù non è molto vasto ma in quattro pagine si intuisce la mission del locale: trasporre sapori ed odori siciliani in terra piemontese. L’atmosfera del locale è decisamente informale, il proprietario affabile e il personale gentile e preparato. Posso, in questo breve articolo, dare un’immagine a tutto tondo perché sono stata al Buscaje in più occasioni e in diversi momenti ed orari. Cominciamo dall’aperitivo. Trovandosi circondato da locali più di tendenza che sopravvivono sul rito dell’aperitivo e dell’apericena diciamo che non consiglierei di venire al Buscaje per l’aperitivo anche perché non è su questo che punta il locale. 
Le pizze invece sono ottime: impasto sottile e croccante, farcitura con accostamenti non banali. L’ho assaporata con piacere e mi sono lasciata conquistare anche dai profumi mediterranei e dai colori. Sono rimasta perplessa dal servizio da asporto perché i tempi di attesa mi sono sembrati decisamente esagerati per una pizzeria in un piccolo centro: la prima sala del locale era vuota, il ristorante aveva appena aperto, erano le 19.00, e non era un sabato sera. Non ho capito perché il tempo di attesa fosse superiore all’ora e il proprietario del locale, molto gentile in altre occasioni, in quel contesto si è dimostrato non troppo collaborativo e scostante, immagino di essere incappata in una di quelle giornate “storte” che capitano a tutti. 
Come ristorante promuovo Buscaje con un onesto sette. Durante una cena, essendo in due, abbiamo avuto la possibilità di provare entrambe le tipologie di antipasto, di terra e di mare: entrambe regalano un ottimo accostamento di sapori e una mise en place accurata. Ben cotta la pasta e non troppo abbondante il piatto, superlativo il tiramisù al pistacchio. Il locale è aperto dal mercoledì alla domenica dalle ore 18.00 alle 2.00, accetta come pagamento anche le carte di credito ma non Satispay. Non dispone di un parcheggio esterno ma è facilmente raggiungibile a piedi in poco più di cinque minuti sia parcheggiando l’auto in via Milite Ignoto, tra la scuola e l’ingresso secondario del Lux, sia in Piazza Fratelli Mariano. 
Ma quanto si spende al Buscaje? La sera in pizzeria, che comprendeva due antipasti, due pizze, due coca cole, ci è costato 25 € a testa, la cena con due antipasti, due primi, due birre, circa 30 € a testa.


venerdì 10 novembre 2017

Bio e Vegan: la bioprofumeria di Cuneo

Era il lontano 2003 ed una allora giovane donna ligure frequentava un forum su Altervista in cui una delle amministratrici parlava molto di ecobio, parola all’epoca poco conosciuta e raramente associata alla cosmetica. Ricordo con nostalgia un bellissimo incontro a Roma, a casa di una delle amiche incontrate prima di quel momento solo virtualmente su quello spazio. Il viaggio sul treno con i 4 kg di focaccia ligure, le risate, gli abbracci e i racconti di Barbara Righini, una delle pioniere dell’ecobio in Italia. Quelle due giornate a Roma, l’incontro con Barbara e con tutte le splendide donne che frequentavano il forum Amiche ha cambiato il mio modo di vedere e vivere la cosmetica, facendomi ripensare ai mille gesti quotidiani che compiamo inconsapevolmente e che danneggiano la nostra pelle e il nostro pianeta. 
Sai cosa ti spalmi, nato nel 2006, è stato il primo sito di commercio ecobio su abbia fatto acquisti e da allora l’Italia è cambiata, lentamente ma inesorabilmente. Sono fioriti ovunque negozi virtuali prima, fisici poi che sposavano, più o meno coscientemente, la causa. Adesso anche il consumatore meno attento sa cosa sia l’INCI, magari non sa leggerlo benissimo ma parabeni e siliconi sono diventati spesso sinonimo di male assoluto, se associati ad un prodotto cosmetico. Non è questa la sede per disquisire a lungo sull’argomento, perché scopo di questo blog è quello di far conoscere Cuneo e la sua realtà, ma questa premessa mi sembrava doverosa.
Ho cominciato a fare la pendolare dalla Liguria nel 2011, una vita fa. L’amore per Cuneo e per le ricchezze del suo territorio è nato quasi subito: impossibile non rimanere affascinati dai panorami mozzafiato, dalla bellezza della città, dall’unicità dei sapori, così diversi da quelli a cui ero abituata. Perdendomi tra le vie di Cuneo mi ero stupita di non aver trovato un negozio eco-bio. Nel centro ci sono bellissime erboristerie storiche ma un negozio eco bio sposa (o dovrebbe sposare) criteri di scelta dei prodotti diversi e cercare, nei limiti del possibile, di selezionare i prodotti non solo in base ad ottiche di mercato. Quando, nel luglio del 2015, inaugura Bio e Vegan shop, in Via Stoppani, aspetto di avere almeno una mattina libera per poterla andare a visitare. Arriva l’autunno di quell’anno e raggiungo a piedi il negozio, che è piccolo e un po’ defilato: per chi non lo sapesse Via Stoppani è una laterale di Via Nizza, non lontana da Piazza Europa. La proprietaria, Margherita, mi accoglie con un bel sorriso e mi lascia sbirciare tra gli scaffali senza assillarmi ma, al momento dell’acquisto, è prodiga di consigli e, donandomi molti campioncini, mi permette di provare altri prodotti e così mi conquista. Dal lontano 2015 il negozio è cresciuto: accanto alla cosmetica ecobio, uno spazio è stato dedicato alla vendita dei detersivi alla spina 100% biodegradabili, e a prodotti per l’igiene del proprio peloso della linea Bio Love Pet. Personalmente adoro le tinte per capelli Natur Erbe Professione Capelli: esistono moltissime varianti di colore e mi permettono di coprire i capelli bianchi senza soffrire. Le tinte chimiche mi provocano bruciore sul cuoio capelluto, con questi prodotti non ho nessun tipo di disagio e la copertura è paragonabile a quella delle tinte chimiche, anche se la durata dipende dal momento in cui effettuo il colore. Ho notato che su capello molto sporco la durata è minore e non supera i dieci giorni. A volte, invece, la colorazione resiste anche per 3 settimane. Purtroppo i tempi di posa troppo lunghi dell’hennè, che ho utilizzato davvero per tantissimi anni, non si accordano più con i ritmi della mia vita attuale e queste tinte mi sono sembrate un buon compromesso.
Bio e Vegan è un negozio essenziale: arredamento semplice e lineare, marchi e novità ben esposte, personale preparato e molto gentile. Non troverete mobili d’epoca e pout pourri sparsi, decorazioni shabby chic e merletti ma un negozio piccolo e semplice con tutta la merce esposta, su ogni prodotto è indicato il prezzo che è allineato con i valori di mercato.
Non so come faccia, ma le novità arrivano da Bio e Vegan nello stesso momento in cui le troviamo sui siti di e-commerce. Quindi se volete andare a sbirciare le novità Neve o quelle Purobio le troverete sicuramente. Vi lascio l’elenco dei marchi che trovate da Bio e Vegan nella miniatura qui accanto, che probabilmente non è esaustiva perchè sono sicura di aver visto anche altri prodotti. Aggiungo per dovere di cronaca che l’ultima volta che sono andata (primi di ottobre) c’era la fine serie di Colour Caramel con il 30% di sconto.
Se volete seguire le novità in arrivo, vi consiglio si cercare la pagina FB del negozio in cui Margherita pubblica puntualmente tutte le novità che arrivano nel negozio. Il sito Internet, anche se presente, non è molto bello esteticamente e sarebbe da migliorare, arricchendolo con fotografie ad alta risoluzione, breve storia del negozio ed aggiornamenti, in tempo reale sulle novità in arrivo, le fine serie e le iniziative e gli incontri. Saltuariamente e, con meno frequenza, alcune fotografie vengono pubblicate anche su Instagram.
Il negozio è aperto dal martedì al sabato dalle ore 9,00 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30 e il lunedì pomeriggio dalle 15,30 alle 19,30. Fino alla scorso anno sono state organizzate, in collaborazione con il centro benessere Equilibrium di Cuneo delle giornate in cui era possibile imparare a valorizzare il proprio viso utilizzando i prodotti venduti nel negozio Bio e Vegan. Grazie all'aiuto di una professionista, veniva studiata la forma del viso della cliente e suggerito il trucco per far risaltare i punti di forza. 

venerdì 3 novembre 2017

Escape room in un castello? Sì a Lagnasco il 5 novembre

Escape room: due parole che racchiudono sessanta (60) minuti di puro divertimento che vivrete, partecipandovi. Dopo la premessa, giunge la confessione: non avevo mai sentito parlare di escape room sino al Lucca Comics di due anni fa quando due amici, che avrebbero partecipato con noi ad un torneo di Lotr card (sì sì sono una nerd) ci chiesero di far loro compagnia e di provare, gratuitamente, questa esperienza. Curiosità e gratuità: combo vincente per un ligure. 
Il gioco consiste nel riuscire a fuggire (escape) da una stanza (room) con il solo ausilio del proprio intelletto e spirito deduttivo. Spesso, ma non sempre, si viene introdotti e guidati in una situazione apparentemente reale da attori che contestualizzano quello che ci sta accadendo e da lì la squadra, composta solitamente da un numero di giocatori variabile (da 2 a 6) deve tentare di risolvere gli indizi nascosti nell’ambiente. In questo breve articolo non parlerò della prima escape room italiana, quella di Torino che, tra l’altro sconta gli ingressi sino a metà novembre per rinnovo locali e neppure di quella di Cuneo, in Via Cavallotti, 23, accanto ad un ottimo cinese di cui prima o poi scriverò (il Bamboo).
Il 5 novembre la meravigliosa cornice del castello di Lagnasco ospiterà “Castle Angels, a caccia di leggende", “un progetto sviluppato da due realtà associative, che hanno unito forze, competenze e passione per valorizzare i beni culturali del proprio territorio attraverso la gamification”. Pur disconoscendo il termine “gamification” usato sul portale che descrive il progetto, vi invito caldamente a seguire le attività legate a questo gioco di astuzia. Credo possa essere un modello eccellente per valorizzare ulteriormente un territorio meraviglioso come quello della Granda, riuscendo ad avvicinare al bene architettonico, museale o culturale un pubblico inusuale.
Da domenica 5 novembre il castello dei Tapparelli d’Azeglio sarà il teatro di un’escape room dal titolo “La Dama velata”. Soltanto per quella data i giocatori avranno a loro completa disposizione il castello. Nelle date successive, concomitanti con le aperture ordinarie del castello di Lagnasco, il gioco si potrà svolgere contemporaneamente alla presenza di eventuali turisti in visita. Gli indizi saranno disseminati nel castello: l’espediente del ritrovamento di un documento del marchese Massimo D’Azeglio, accennerà a messaggi segreti negli affreschi che decorano le sale e i soffitti del maniero.
Indipendentemente dall’evento in oggetto, il castello, che apre al pubblico dal mese di marzo al mese di novembre, merita sicuramente una visita. Ne parlerò il prima possibile. 


Crediti immagini: le fotografie del castello di Lagnasco provengono dal sito del castello.


lunedì 30 ottobre 2017

Dolcetto o scherzetto?

Sono molto dispiaciuta di non essermi accorta in tempo della programmazione fissata per il 21 e 22 ottobre dell’evento del Comune di Rifreddo, le Notti delle Streghe, perché avrei regalato al blog (e ai suoi lettori) un articolo adatto alla vigilia di Halloween. L’anno prossimo presterò maggiore attenzione alle date e racconterò quella che era stata la mia esperienza dello scorso anno in questo borgo, avvolto dalle nebbie del mistero. 
Per ovviare alla mancanza ho cercato di raggruppare, sempre grazie all’ausilio dell’imperdibile +eventi del mese di ottobre, gli incontri dedicati alla “Notte di tutti gli spiriti sacri” a Cuneo e dintorni Chi mi conosce o segue il mio blog dall’inizio sa che non parlo di questa festa perché è di moda ma perché è legata alle leggende a alle tradizioni di un popolo, quello irlandese, che amo alla follia. Non è casuale il ciondolo che porto al collo, così come il simbolo che più mi rappresenta, il triskell druidico che appare in quasi tutti i miei avatar.
In Italia il retaggio di una festa così antica è arrivato a noi e molti hanno avuto la fortuna di sentire i racconti di genitori o nonni che ricordano lumi o candele poste alle finestre, spesso accompagnati da cibo in offerta dei propri defunti. Queste le tradizioni antiche che celebravano Samhain e non quella che il consumismo ha trasformato in Halloween. 
A Cuneo e in provincia già da domenica sono iniziati gli eventi dedicati ad Halloween, che ha “una funzione liberatoria: grazie ai "rituali" del 31 ottobre prendiamo in giro la paura, la combattiamo e la sconfiggiamo".
Partiamo dal Museo civico di Cuneo che martedì pomeriggio, dalle ore 15,30 alle 18,30 ospiterà l’incontro “I fantasmi sulla torre! Halloween al Museo”. Sul portale del Comune di Cuneo viene descritto dettagliatamente il laboratorio, organizzato in due turni dedicati a due diverse fasce di età: dai 3 ai 5 anni e dai 6 ai 10 anni. La prenotazione è obbligatoria e dovrà essere effettuata direttamente presso il Museo Civico di Cuneo, telefonando al numero 0171634175 o mandando una e-mail a museo@comune.cuneo.it. Sempre dedicato ai bambini è l’appuntamento a Saluzzo all’interno della Castiglia. "La Castiglia infestata" è una caccia al tesoro per bambini dai 4 agli 11 anni porterà alla scoperta dei luoghi più bui e misteriosi della prigione. Il costo della visita è di 5 € per bambino con adulto accompagnatore e si consiglia la prenotazione.
Tra gli appuntamenti serali, non direttamente rivolti ai bambini, ricordo, sempre a Saluzzo, “Misteri di ieri e di oggi tra streghe, morituri e affini”, visita guidata tra le buie vie del centro storico, intervallata da vere e proprie “apparizioni” teatrali, volte a creare l’atmosfera cupa e a rievocare fatti ed accadimenti storici. La prima visita partirà alle ore 21.30 dalla biglietteria della Castiglia. Il costo della visita in notturna è di 7 euro a persona, di 2 euro dai 6 ai 12 anni mentre i bambini con meno di 6 anni non pagano. Informazioni: 800.392789.
Il castello della Manta con i "Misteri in Castello" darà vita alle storie delle presenze che ancora abitano il maniero e che ci racconteranno le loro vicende, mentre percorriamo le stanze ed i corridoi del castello: una triste contadina, i cui lamenti si odono ancora nelle ore della notte, il misterioso pittore, che ha saputo rendere un capolavoro la Sala Baronale, un giovane sfuggito alla tristemente famosa Dama Bianca che prima ammaliava e poi uccideva i suoi amanti. 
Promette molto bene la “Notte al castello” di Monticello d’Alba, che rischia di registrare il tutto esaurito. Streghe, fantasmi e un castello solitario in mezzo alle colline sono gli ingredienti della due giorni per adulti e bambini organizzata nel castello dei Conti di Roero. Visto che il castello non è riscaldato, si consiglia di vestire abiti pesanti e di seguire con fiducia la propria guida. L’unica luce che illuminerà gli antri del castello sarà quella delle torce a batteria che illumineranno i personaggi incontrati durante il percorso. 
La consulta giovani di Boves organizza dalle ore 20.00 del 31 ottobre un evento legato anche alla convivialità. Nel paese stregato, passeggiando per le vie, sarà possibile incontrare esseri curiosi e spaventosi e partecipare alla cena delle streghe, circondati da musica, amgia e scherzi di Halloween.



Crediti: La citazione proviene dall’articolo Perché Halloween fa bene ai bambiniCrediti immagini: La borsa è uno degli splendidi articoli di Crisdemarchiatelier

lunedì 23 ottobre 2017

Workshop a Caraglio

Non lontano dalla chiesa di San Lorenzo di Caraglio, piccolo paese non lontano da Cuneo, Simona ha creato un paradiso fatto di sorrisi, colori e stoffe che comunicano emozioni ed amore. Ho scoperto l’esistenza di A fish on a cloud per caso. Dopo aver partecipato un paio di mesi fa ad un evento organizzato nell’ambito di EXPA, comincio a seguire la pagina della manifestazione e rimango affascinata dalla presentazione del corso di Simona. Dalla sue parole traspare la passione e la voglia di trasmettere ad altri le proprie conoscenze e passioni e forte è il desiderio di partecipare al corso, al quale poi ho dovuto rinunciare per impegni improrogabili. Quando Simona ha segnalato sulla sua pagina facebook l’organizzazione di un altro corso, le ho scritto immediatamente per avere informazioni sul costo e per fugare i dubbi relativi alla mia scarsa manualità. La risposta è stata veloce e precisa ed ho deciso di confermare la mia adesione. Non me ne sono pentita perché quella di domenica 15 ottobre è stata una giornata speciale in cui ho imparato molto, divertendomi. 
Le istruzioni che mi ha inviato Simona per raggiungere il suo laboratorio sono state precise e dettagliate e l’accoglienza, sin dal primo momento, è stata calorosa. Non è stato difficile familiarizzare con gli altri partecipanti perché il clima era molto rilassato e cordiale e sin dal primo momento mi sono sentita molto a mio agio. I materiali per il corso erano a disposizione di ciascuno di noi, riposti in un piccolo sacchetto bianco che conteneva il materiale necessario alla prima parte del laboratorio: la creazione di timbri personalizzati. Abbiamo imparato molte cose sulle diverse tipologie di materiali che possono essere scelti per realizzare i propri timbri, sugli strumenti necessari all’incisione e sugli inchiostri più adatti all’effetto che si vuole produrre e al prodotto su cui si stampa ed infine, aiutati dai bellissimi libri di Simona, ciascuno di noi ha creato il proprio timbro su due materiali diversi: la gomma crepla o polistirene e la gomma adigraf. Nonostante la mia innegabile mancanza di manualità, sono riuscita a realizzare due timbri che mi piacciono molto e che sto utilizzando per impreziosire la mia carta da lettere.
La seconda metà della giornata era dedicata alla legatura giapponese. Guidati dalle precise istruzioni di Monica ciascuno di noi ha realizzato un quaderno, scegliendo dorso e copertura e tipo di legatura. Il momento della piegatura della carta mi ha costretta a rallentare, a tornare al presente e per chi, come me, è sempre proiettato verso il futuro, è stata una bella lezione non solo manuale ma anche spirituale. Anche Monica ci ha introdotto al mondo della legatura, spiegandoci le basi, guidandoci con fermezza e precisione nella realizzazione del proprio quaderno, non lesinando consigli, suggerimenti ed incoraggiamenti. Come spesso accade quando si partecipa a questo tipo di laboratori, colpisce come l'unicità di ciascuno di noi emerga sempre ed il prodotto finale sia unico ed irripetibile perchè ci rispecchia.
Invito chi non conoscesse il laboratorio di Simona a tenere sott’occhio sia la sua pagina FB che il suo profilo Instagram su cui vengono spesso pubblicati fotografie delle sue splendide creazioni.


mercoledì 4 ottobre 2017

Festa del presente: Cuneo 8 ottobre

Il 4 ottobre si festeggia il “Giorno Nazionale del Dono”, ricorrenza istituita dal Senato italiano nel 2015 per ricordare “la cultura del dono in quanto espressione dei valori primari della libertà e della solidarietà affermati dalla Costituzione”. In Toscana, a Lucca, si è giunti alla sesta edizione della “Festa del Presente” che verrà ospitata anche a Cuneo domenica 8 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 20.00. In questa giornata non si scambia e non si vende, si regala quello che si possiede, non solo oggetti, ma anche le proprie competenze, abilità e passioni. Ricordate il bellissimo racconto di Henry, O. Il dono dei Magi? Lo spirito della giornata è quello del dono, il dono disinteressato, fatto perché è possibile un mondo migliore, ciascuno di noi può fare la differenza, in qualsiasi momento e forse è utile cercare di ricordarlo, sempre, non solo il 4 ottobre. Penso che ciascuno di noi possa scegliere sempre chi vuole essere, non credo al destino, alle congiunture storiche negative, non credo al detto latino “homo homini lupus”, preferisco di gran lunga le parole del bardo “We are such stuff as dreams are made on”.
E se davvero siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, credo che l’occasione che ci dà Cuneo, di sognare insieme un mondo migliore possa (e debba) essere colta. Le istruzioni per partecipare le trovate sul portale della Festa del presente ma, per comodità, le riporto anche qui. Ovviamente è possibile partecipare, portando sé stessi e/o un dono e soprattutto è importante accettare quello che ci viene donato. Si può contribuire anche pubblicizzando l’evento, nelle modalità indicate nella pagina che ho indicato. Il vademecum della festa del presente, indicato sul sito, enuncia le seguenti regole:
∞ essere presenti;
∞ non venire a mani vuote;
∞ porta quello che pensi possa essere gradito o utile ad altri;
∞ se non hai cose da donare dona quello che sai fare e che ti piace;
∞ se non hai cose da donare regala un sapere, un’idea, un racconto o altro;
∞ se non hai niente da donare la tua presenza sarà comunque un bel dono;
∞ non andartene a mani vuote;
∞ prendi e accetta liberamente i doni che preferisci;
∞ prendi con le mani, con gli occhi, con le orecchie e con il cuore;
∞ se non trovi nulla da prendere avrai comunque qualcosa in più.

Sul programma compare l’elenco delle 45 attività, incontri, laboratori e spettacoli che faranno da contorno alla festa. Lo spirito è quello di trasmettere le proprie conoscenze, donandole a chi parteciperà. Al momento in cui sto scrivendo l'articolo, molti appuntamenti sono ancora in via di definizione ma segnalo, tra gli altri: un incontro sul thai chi, il massaggio sonoro di gruppo con campane tibetane, gong, hang e canti di mantra, suoni purificanti per mente, corpo e spirito, laboratori di  lettura ad alta voce per tutti i bambini della scuola dell’infanzia ultimo, ma non meno importante, l'incontro con Massimo Vacchetta autore del libro "25 grammi di felicità".




sabato 30 settembre 2017

Ottobre

Non posso sopportare di perdere qualcosa di così prezioso come il sole d’ottobre rimanendo in casa. Così ho trascorso quasi tutte le ore di luce nel cielo aperto.
(Nathaniel Hawthorne)

Posso dire, senza ombra di dubbio, che l’autunno è una delle stagioni più belle nella Granda. I boschi e i giardini si riempiono di luci dorate, il cielo è terso e limpido e sulla tavola, comincia a fare la sua comparsa la zucca, l’alimento che associamo ormai da anni alla festa di Samhain. Tornano ad occupare i nostri fine settimana sagre che celebrano non solo le eccellenze del territorio cuneese ma i cibi di conforto, che ci permettono di prepararci ad affrontare la stagione invernale con alimenti saporiti e sani. 
Ieri, venerdì 29 settembre, è iniziato a Sommariva del Bosco il festival dei mieli, AmèlAmél, che celebra questo alimento così ricco di proprietà. Accanto agli espositori del prodotto, ci sarà la possibilità di gustare sia a pranzo che a cena un menù speciale che propone, tra gli altri, gli agnolotti AmèlAmél e la panna cotta al miele. Il sito, purtroppo, non è ancora stato aggiornato ma sia sulla rivista che sul portale di +eventi trovate una descrizione accurata dell’evento.
Se, come me, siete appassionati di zucca non potete mancare alla 24. Edizione della Fiera della Zucca di Piozzo. Il sito, curato dalla Proloco, è molto accurato e ripercorre la storia della fiera, nata nel 1994 “in virtù della tradizione dei piozzesi soprannominati «Lapa Cuse» da quando utilizzavano il pregiato ortaggio, lasciato essiccare, come contenitore per il vino da portare nelle vigne per dissetarsi durante le lunghe giornate di lavoro”. Due le novità di quest’anno: la possibilità di pagare le zucche e le eventuali consumazioni “zuccose” con Satispay e la presenza dell’Osteria del Viandante che declinerà la zucca in molte varianti, dal primo al dolce, sia a pranzo che a cena.
In attesa della Fiera Nazionale del Marrone di Cuneo, possiamo cominciare ad assaggiare caldarroste (mundaj), a Rossana dove, da ieri è in corso la Sagra del Fungo e della Castagna.